Nella legge di Stabilità è contenuta anche una mini riforma delle pensioni. Per quanto riguarda le pensioni d’oro, si conferma l’introduzione di un limite agli assegni più alti, in ogni caso non si potrà superare il limite stabilite dalle regole del vecchio regime – quello che precedeva la riforma Fornero -, ovvero non potrà superare l’80% dell’ultimo stipendio percepito. Questa misura riguarda sia le pensioni che sono state già erogate, sia quelle che verranno erogate in futuro.

Un’altra novità riguarda la cancellazione delle penalizzazioni – erano pari all’1% per ciascuno dei due primi anni, più un altro 2% per ciascun anno successivo ai primi due - per chi vuole andare in pensione con 42 anni di anzianità contributiva anche se non ha ancora compiuto i 62 anni. Un vantaggio che riguarderà chi riesce a raggiungere i 42 anni di contributi entro il 31 dicembre del 2017.

Altro tema uscito in questi giorni sul tema pensioni  è la “busta arancione”. Per chi non la conosce si tratta di uno strumento informativo nato in Svezia che prende il suo nome dal colore del busta che l’Inps svedese inviava ai futuri pensionandi per informarli sull’importo della pensione che percepirà.

Questa comunicazione sarebbe dovuta essere obbligatoria già con la cosiddetta Riforma Dini del 1995. e con due decenni di ritardo sembra finalmente che l’obbligo diventi realtà. Le prime buste dovrebbero essere inviate in questi giorni e il sistema dovrebbe entrare a regime nel 2015. Difficile non avere qualche dubbio, visto che  i lavoratori iscritti alla previdenza sociale sono 24 milioni.

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