Governo e sindacati hanno raggiunto un accordo di massima, per quanto passibile di modifiche, in merito alla riforma delle pensioni che verrà inserita nella legge di bilancio.

A causare i maggiori attriti è però il cosiddetto Ape, ovvero l’anticipo pensionistico, e alla sua versione “agevolata”, per accedere alla quale sarà necessario avere 30 anni di contributi, se disoccupati, e 35 se lavoratori attivi.

Ma non è solo sul numero degli anni – che i sindacati vorrebbero diminuire – che si è discusso questa mattina a Palazzo Chigi. Anche sull’anticipo pensionistico senza penalizzazione è stato fissato un tetto di 1350 euro lordi, che secondo il segretario di Uil Domenico Proietti andrebbe alzato ulteriormente.

Di sicuro al momento vi è almeno la data di entrata in vigore, ovvero il 1 maggio 2017, data entro la quale dovrebbe essere stanziata una prima stanche di 1 miliardo e mezzo di euro per il nuovo anno, mentre in tre anni dovrebbero essere almeno 6 miliardi le risorse stanziate per coprire il pacchetto.

La rata di restituzione del prestito in caso di anticipo pensionistico su base volontaria ha subito un leggero calo, dal 6% e oltre di cui si era parlato in precedenza al 5% annuo di cui ha parlato Matteo Renzi nei giorni scorsi. La somma andrà così versata in 20 anni a partire dall’inizio della pensione, e il carico degli interessi e dell’assicurazione nel caso di morte precedente graverà sullo Stato, con le rate post-mortem che probabilmente non verranno caricate sulle spalle degli eredi.

Tra i destinatari dell’Ape agevolata dovrebbero finire disoccupati, disabili e loro parenti, ma anche tutte le categorie di attività faticose quali insegnanti, operai, infermieri, macchinisti e autisti di mezzi pesanti, con la possibilità di ulteriori aggiunte.

Importanti novità anche per la pensione anticipata per i lavoratori precoci: chi ha versato 12 mesi di contributi entro i 19 anni di età, e se disoccupati o nelle categorie previste, potrà andare in pensione con 41 anni di versamenti, anche senza aver raggiunto i 63 anni prescritti.