L’indagine condotta dall’Istat – relativa all’anno 2015 – mette in luce un dato allarmante: la percentuale delle pensioni di invalidità al Sud è il doppio rispetto a quella del Nord. I numeri parlano dell’8,3% contro il 3,8% per quelle di invalidità ordinaria, il 20,3% contro il 10,7% per quelle di invalidità civile. Le pensioni di vecchiaia rappresentano, nello specifico, il 49% di quelle erogate al Nord mentre al Sud la percentuale è del 40,3%. Diminuisce intanto il numero dei pensionati italiani ma sale il loro reddito: nel 2015 l’Istat ne contava 16,2 milioni, 80mila in meno rispetto al 2014 e addirittura 600mila in meno sull’anno 2008.

Invalidità, diminuiscono i pensionati ma aumenta il reddito

E’ aumentato, invece, il reddito pensionistico lordo che nel 2015 si attesta a circa 17.323 euro, ovvero – numeri alla mano – 283 euro in più rispetto all’anno precedente. Col passaggio dalla pensione retributiva a quella contributiva (che ha sollevato innumerevoli polemiche ed un malcontento generale), i pensionati guadagnano meno: 15.197 euro contro i 16.015 degli anni precedenti.

A “pesare” – sempre secondo l’indagine dell’Istat relativa all’anno 2015 – è soprattutto il titolo di studio dei titolari della pensione: i laureati, o chi ha un titolo di studio superiore, ha un reddito lordo pensionistico di circa 2.660 euro, più del doppio rispetto a quello di chi, senza titolo, dovrà “accontentarsi” di 1.160 euro al mese.