Su circa 3 milioni di pensioni di invalidità civile erogate nel nostro Paese circa il 44,8% finisce ad abitanti delle regioni del Sud. La rimanente distribuzione vede il Nord accaparrarsi il 34,7% e il Centro il 20, 20,6%.

Uno squilibrio demografico fatto registrare dagli ultimi dati forniti dal’Inps nella giornata di ieri e che stanno facendo discutere in queste ore in relazione a semplici calcoli di statistica che fanno emergere alcuni dubbi.

La media infatti delle pensioni e degli assegni sociali rispetto al numero di abitanti presenti nelle regioni fornisce infatti un certo quadro della situazione: al Sud sono infatti 22,6 persone ogni 1000 residenti ad averne diritto, contro il 7,8 del Nord e il 19,8% del Centro.

Percentuali che però schizzano quando si affronta il tema dell’invalidità civile, dove la concentrazione calcolata su base mille parla di 64,1 persone al Sud contro le 37,3 al Nord. Stesso squilibrio riguarda anche le prestazioni di invalidità previdenziale: in percentuali assolute si parla del 47% al Sud rispetto al 31,2& del Nord e il 20,4% del Centro, ovvero con 23,9 persone ogni 1000 dell’Italia meridionale contro le 11,9 di quella settentrionale.

Difficile stabilire quanto questo divario sia opera dei cosiddetti furbetti, anche perché la tanto sbandiera opera di monitoraggio da parte del governo Renzi – che ha parlato di un possibile risparmio di 10 miliardi di euro solo nel 2016 – si scontra con il costo effettivo delle operazioni di controllo, assottigliando così il margine di “guadagno” per lo stato. Anche se un investimento iniziale per sradicare la cattiva abitudine arresterebbe l’erogazione indebita su un lungo periodo generando così un profitto per lo Stato a lungo termine.

Non che la mossa non sia già stata tentata dai predecessori di Renzi, ma la cifre parlerebbero chiaro: dal 2004, anno in cui è iniziato il tentativo da parte dell’allora Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, a oggi si sarebbe passati da una spesa di 8,5 miliardi all’anno per l’aiuto degli invalidi civili ai 15,4 miliardi del 2016.