Forse è la volta buona. La commissione Bilancio ha dato il semaforo verde all’emendamento del governo Renzi che rivede la legge Fornero sulle pensioni d’oro dei dipendenti pubblici.

In questo modo si eviteranno pensioni superiori pure all’ultima busta paga percepita, ma solo per i pagamenti dal 1 gennaio 2015. Secondo fonti del governo l’emendamento presentato dal ministero dell’Economia era “diverso da quello predisposto dal governo e autorizzato dal ministro Boschi su parere favorevole del ministero del Lavoro e, informalmente, dell’Inps“.

L’emendamento del Mef in pratica salvava tutte le pensioni d’oro già erogate, perché altrimenti la norma sarebbe stata incostituzionale. A questo punto è intervenuto il relatore alla legge di Stabilità – Mauro Guerra del Pd – che con un subemendamento ha chiarito il campo di applicazione di questo emendamento, che con l’entrata in vigore della legge, riguarderà tutte le pensioni.

La riforma Fornero permetteva alle categorie che potevano restare al lavoro oltre i limiti della pensione di anzianità – come i professori universitari e i magistrati – di incassare un assegno pensionistico superiore all’ultimo stipendio.

L’emendamento ora prevede per tutti un assegno pari al limite all’80% dell’ultimo stipendio. Cosa dice esattamente? Che “l’importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato” con le regole precedenti alla riforma Fornero.

Questa misura dovrebbe permettere di realizzare delle economie che verranno destinate ad un fondo dell’Inps da utilizzare per adeguare le pensioni ad alcune categorie.

(Photo credit by Infophoto)