Uno dei tanti misteri italiani. L’ultimo. A quanto denuncia la Cgia di Mestre (ed ora anche noi) è sparito il comma che stabiliva un limite massimo alle cosiddette pensioni d’oro. La norma impediva di ricevere, dalla sua entrata in vigore, un assegno pensionistico superiore all’80% dell’ultimo stipendio.

Una delle poche norme della famigerata legge Fornero condivisa da tutti gli italiani – si trattava dell’articolo 24 della legge 214 del 2011 -, stabiliva che chi fosse andato in pensione dopo il primo gennaio 2012 venissero calcolati con il sistema contributivo anche i contributi versati dai lavoratori soggetti al calcolo retributivo – molto più vantaggioso.

In una parola: la casta colpisce ancora. Secondo l’Inps questa “misteriosa” cancellazione riguarderebbe 160.000 persone – ovvero tutti quelli che a dicembre 2011 hanno deciso di restare a servizio ad oltranza, ovvero soprattutto magistrati e professori universitari.

La rimozione del vincolo costerebbe, secondo i calcoli dell’Istituto nazionale di previdenza sociale circa due miliardi di euro solo nel 2014 – non so come sia fatta questa stima ma mi lascia perplesso. E accrescerà – e non ce n’era bisogna – la percezione dell’iniquità nell’opinione pubblica, basti pensare a quello che è successo invece agli esodati creati dalla famigerata riforma delle pensioni.

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