Buone notizie per i giovani. Il Governo sta pensando ad un assegno minimo da 600 euro per tutti i giovani che andranno in pensione con il nuovo metodo contributivo (prima, invece, vigeva il retributivo), anche se i premi versati non saranno sufficienti per raggiungere la soglia. A parlarne, per la prima volta, è il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha incontrato i sindacati per discutere della riforma allo scopo di assicurare un futuro più stabile ai giovani, già duramente colpiti dalla crisi e dalla flessione del mercato del lavoro.

Il piano prevede che si potrà andare in pensione con il sistema contributivo a 63 anni e sette mesi e con un minimo di 600 euro. Si è ipotizzato un assegno minimo di circa 650 euro per tutte le nuove generazioni che andranno in pensione prima dei 70 anni e con 20 anni di contributi.

“Un incontro utile in un clima positivo”, queste le parole del Ministro Giuliano Poletti che crede fermamente nella proposta pro-giovani. “Abbiamo messo in campo delle proposte, sviluppato una discussione che non è conclusa” ha aggiunto. “Abbiamo confermato la volontà di vedere come si possa arrivare a costruire un percorso per i giovani che hanno carriere discontinue. Il tema è aperto” ha concluso.