Il premier Matteo Renzi, fa finalmente chiarezza su uno dei punti più attesi della legge di Stabilità: le modalità per ottenere le pensioni Inps in via anticipata. Non ci sarà nulla su questo tema nella prossima legge di Stabilità semplicemente perché la coperta è troppo corta: le misure sulla pensione anticipata sarebbero costate – secondo la stima di Boeri – più di 10 miliardi di euro, e a queste coperture bisognerà poi aggiungere i soldi necessari per non far scattare le clausole di salvaguardia e tagliare le tasse sulla casa.

Visto che permettere di andare in pensione anticipata a costo zero per lo stato sarebbe stato possibile solo a condizione di tagliare l’assegno fino al 30% - e quindi calcolare tutta la pensione con il contributivo -, si è preferito non fare nulla. Matteo Renzi così facendo ha contraddetto sia quello che ha detto qualche mese fa -”se una donna a 62 anni preferisce stare con il nipotino rinunciando 20-30 euro ma magari risparmiando di baby sitter bisognerà trovare le modalità per cui, sempre con attenzione ai denari, si possa permettere a questa nonna di andarsi a godere il nipotino” -, sia le dichiarazioni rilasciate in questi giorni dal ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, che aveva parlato di una soluzione che non poteva essere a costo zero per le casse pubbliche.

Il rinvio di ogni decisione in tema ha provocato – ovviamente diversi commenti. Secondo i responsabili della previdenza di Cgil, Cisl e Uilil rinvio sarebbe incredibile”. Il governatore della Lombardia Roberto Maroni dice invece che “Renzi abbandona gli esodati: nella Legge di stabilità nessuna copertura per le vittime della Legge Fornero, vergogna“.  Reazioni contrarie sono arrivate anche da larga parte della sinistra Pd – a cominciare da Cesare Damiano - e anche da esponenti di primo piano di Area popolare, come l’ex ministro del lavoro Maurizio Sacconi.