Ospite del Giffoni Film Festival, durante il quale ha incontrato i ragazzi che fanno parte del pubblico e della giuria della manifestazione, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha avuto modo di rispondere anche ad alcune domande che riguardano le novità previste nella nuova legge di Stabilità.

Io sono convinto che in legge di stabilità avremo una significativa azione nei confronti del tema delle pensioni”, ha esordito il ministro, spiegando che in queste ultime settimane si sta svolgendo un lavoro pervicace di incontro e discussione con le parti sociali sui ponti nodali del sistema pensionistico ma anche di quello lavorativo: “In questo momento stiamo andando avanti nel confronto con le organizzazioni sindacali per fare tutte le verifiche di merito per i singoli punti, perché non abbiamo solo il tema dell’anticipo pensionistico ma abbiamo anche una serie di altre problematiche che riguardano sia le pensioni sia il lavoro. Stiamo facendo approfondimenti puntuali proprio per cercare di capire quali sono le priorità, i costi, le migliori modalità di soluzione che possono essere adottate”.

A questo proposito arriva l’annuncio del completamento della ricognizioni e analisi della situazione degli esodati, che tuttavia per mere ragioni di risorse a disposizione non potrà essere allargato da tutti coloro che sono stati toccati dalla legge Fornero: “Stiamo facendo la verifica per capire le risorse che abbiamo impegnato e quali quelle a disposizione e cercare di capire le eventuali aree fino a ora escluse per coprirle.”

In merito a un eventuale allargamento Poletti risponde che “oggi significherebbe non essere più nel campo degli esodati ma su un terreno diverso, quello delle persone che si sono viste cambiare le proprie prospettive pensionistiche con la legge Fornero, e da questo punto di vista tutti gli italiani si sono visti cambiare la propria prospettiva. Non possiamo dare trattamento speciale a una categoria e poi tutti rimangono fuori. Tratteremo tutti nella stessa maniera”.

Il ministro confessa poi di essere particolarmente soddisfatto del piano contro la povertà elaborato e presentato in questi giorni: “Aver messo in bilancio un miliardo l’anno per i prossimi anni vuol dire già avere una base importante. Non sono ancora sufficienti, ma rappresentano una buona base. [...] Sarà un lavoro delicato che prevede anche un lavoro di costruzione nel territorio, con la collaborazione dei Comuni e degli enti locali per prendere in carico queste famiglie. Se una famiglia è in povertà, lo scopo principale è farla uscire da questa condizione, non dare 50 euro che servono per una settimana o un mese. È necessario darle un lavoro affinché non stia più in quella condizione. Noi facciamo contemporaneamente queste due cose”.