È un cauto ma deciso ottimismo quello che esprime Pier Carlo Padoan ai microfoni di Radio Anch’io sul tema delle pensioni. Il Ministro dell’Economia ha infatti spiegato che nonostante ci sia “spazio per considerare miglioramenti del sistema pensionistico”, il nostro è comunque “tra più sostenibili e solidi d’Europa“.

Padoan ha spiegato come il governo sia ancora al lavoro sulla determinazione di una serie di modifiche all’attuale legge Fornero, in modo da rendere maggiormente flessibili le pensioni al momento dell’uscita dal mondo del lavoro.

Dichiarazioni appoggiata anche dal sottosegretario Pier Paolo Baretta in un’intervista a QN, secondo il quale “la flessibilità è a portata di mano e con la prossima legge di Stabilità diventerà realtà. O nella forma del prestito pensionistico o come anticipo della pensione con penalizzazioni”, per quanto non dovrebbero esserci ricalcoli sui trattamenti pensionistici dalle cifre più elevate.

Padoan ha poi difeso l’equilibrio dei conti pubblici italiani dalle recenti critiche portate avanti da alcuni rappresentanti della finanza tedesca: “L’Italia non ha niente da rimproverarsi. È uno dei paesi che sta facendo più riforme strutturali e, insieme alla Germania, ha anche uno dei maggiori avanzi primario di bilancio pubblico. Stiamo crescendo e abbiamo conti pubblici sostenibili”.

Il vero problema sarebbe quello dell’inflazione, o meglio della sua assenza, elemento che non dipende da quanto portato avanti dal governo: “Vorrei sottolineare che il rallentamento della discesa del debito è essenzialmente, se non totalmente, da attribuirsi al fatto che l’inflazione non c’è perché è la crescita nominale che conta”.

A questo proposito Padoan spende anche qualche parola sulla possibilità di un alleviamento del carico contributivo dei cittadini, da sempre all’ordine del giorno nell’agenda del governo, ma per il quale bisognerà pazientare ancora: “La diminuzione della tasse è e rimane uno dei pilastri politica governo. La tempistica è quella nota, non bisogna affrettare i tempi“.