Lo hanno definito “il patto della lavagna” quello stretto idealmente da Matteo Renzi con i destinatari delle pensioni che verranno modificate nella manovra in discussione a breve: teatro della promessa, che ricorda alcune uscite di questo tipo di Silvio Berlusconi, è stato lo studio televisivo del programma Quinta colonna, non proprio un ambiente favorevole al presidente del Consiglio.

Ma d’altro canto il patto che Renzi voleva stringere con i pensionati sembra di grande importanza, sopratutto per quanto riguarda le minime. “Alle pensioni minime, a quelli che arrivano fino a 750 euro, viene data oggi una quattordicesima, circa 40 euro al mese. A questi raddoppiamo la quattordicesima, in un’unica soluzione”, questo è quanto dichiarato dal leader del Pd, che ha poi confidato di volersi avvicinare sempre più alla cifra di mille euro come soglia della categoria.

Renzi si è poi dilungato anche sul sistema dell’Ape, le pensioni anticipate, rivelando che il governo e i ministeri coinvolti stanno lavorando affinché il taglio dell’assegno per categorie quali i genitori di figli disabili, esodati o lavoratori impegnati nei lavoratori usuranti, sia ridotto all’1% all’anno, e non al 5% come previsto. Termine ultima per avere la certezza del provvedimento sarà la discussione della legge di Bilancio prevista per il 20 ottobre.

Renzi è apparso molto sicuro di sé durante la trasmissione, per avendo confidato che “la questione delle pensioni è molto delicata e non faccio promesse invano.” Ha ribadito come “gli ottanta euro non andavano ai pensionati” in quanto è stata portata avanti “una misura che riguardava il lavoro, poi la tassa sulla prima casa e tasse agricole. Quello che restava fuori sono le pensioni. Ora vogliamo dare una mano“.

Il premier si è mantenuto in bilico tra manifestazioni di sincerità e diplomazia, come quando ha introdotto il tema dell’Ape quale conseguenza diretta della legge Fornero, alla quale non ho risparmiato critiche: “A quelli che non sono potuti andare in pensione per la legge Fornero daremo l’Ape, un anticipo, in cambio di circa il cinque per cento in meno. È una scelta, nessuno deciderà per conto degli altri. Si tratta di persone che sono state fregate, ma non voglio essere demagogico: hanno un po’ esagerato lo scalone”.