Comprare il pesce, come la carne, non è più così semplice.

Spesso capita infatti che la provenienza del prodotto che ci stiamo per acquistare non sia certa, così come, a volte, non è certo neanche che il pesce richiesto sia realmente quello venduto.

Capita infatti troppo spesso che, sui banconi del pescivendolo, si trovino pagri spacciati per dentici, così come cappe asiatiche vendute per vongole nostrane, o molve per merluzzi, e ancora sogliole oceaniche per sogliole del Mediterraneo, non fidati neanche del pesce spada.

Il problema, oltre all’inganno, è la difficoltà di comprendere la provenienza e il trattamento che l’animale ha subito nel corso della sua vita, questo per identificarne poi anche le proprietà nutritive o la tossicità.

Onde evitare spiacevoli scambi di identità, oltre ad affidarvi ad un pescivendolo realmente di fiducia, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, consigli di acquistare prodotti più low cost e poco conosciuti come gli zerri, i potassoli, muggini, razze o sciabole cui mercato più ridotto non soddisfa l’appetito dei truffatori e dei taroccatori.