Jenny Bone, 40 anni era stata chiara con il marito John: se un giorno si fosse trovata in coma, in uno stato vegetativo, avrebbe voluto morire serenamente.

La sorte ha volute che Jenny in coma ci finisse per davvero ma nonostante le promesse fatte, John ha voluto aspettare. I medici gli chiedevano ogni giorno se voleva staccare la spina, ma lui rimandava continuamente, se lo sentiva che non sarebbe finita così e a lungo andare ha avuto ragione lui. Dieci giorni la donna ha iniziato a rispondere alle cure e a riprendersi piano piano, fin quando, dopo due mesi è finalmente tornata a casa riprendendo la vita di tutti i giorni.

Jenny era stata colpita da una malattia rara, chiamata sindrome di Guillain-Barre che l’ha portata lentamente alla paralisi e successivamente al coma apparente. Infatti pur sembrando incosciente la donna riusciva a sentire e capire tutto quello che accadeva intorno a lei ma non aveva modo di reagire.

“Sono stata molto sorpresa che mio marito abbia detto ai medici di non spegnere la macchina di supporto vitale, visto quello che gli avevo sempre detto. E’ andato contro la mia volontà, ma ovviamente sono felice che lo abbia fatto” ha raccontato la donna. “E’ stato un fulmine a ciel sereno sentirmi chiedere se volevo spegnere il supporto vitale. -dice John- Per me era troppo presto per prendere in considerazione una cosa del genere. Un paio di giorni dopo mi hanno ripetuto la domanda mentre ero seduto al capezzale di Jenny tenendole la mano. Non avrebbero dovuto parlarne davanti a lei: quando in seguito ho saputo che lei aveva sentito tutto, per me è stato semplicemente agghiacciante. Lei ricordava tutto, parola per parola”.

Jenny ha raccontato anche come ha vissuto il lungo periodo di paralisi: “Ogni nervo del mio corpo stava morendo. E’ stato incredibilmente doloroso. Non avevo riflessi e i miei occhi erano fissi e dilatati. Non potevo rispondere agli stimoli del dolore perché ero paralizzata”.

La donna oggi è tornata alla vita di tutti giorni, lavora a tempo pieno. Certo, ha ancora qualche vuoto di memoria e qualche dolore ai piedi e cammina con un bastone ma quello che conta è che oggi può godersi la sua famiglia e raccontare quello che è stato solo un brutto periodo della sua vita.