Si è recata in ospedale per dar alla luce la sua settima bambina, sottoponendosi a un comune parto cesareo. Si è però risvegliata dopo cinque giorni di coma indotto, con parte degli arti inferiori amputata. È questa la storia di Ella Clarke, una trentunenne inglese, la quale ha deciso di raccontare ai media la sua storia per ottenere giustizia. Secondo quanto riferisce la donna, infatti, vi sarebbero state delle negligenze da parte dello staff dell’ospedale in cui è stata operata.

Il tutto è accaduto lo scorso dicembre, quando Ella e il marito Ian – da sempre desiderosi di avere una famiglia numerosissima – si sono recati in ospedale per dare il benvenuto alla loro settima figlia. La donna si era già sottoposta a sei precedenti procedure di taglio cesareo e, per questo, non aveva alcuna preoccupazione. Qualche settimana prima del ricovero, tuttavia, la futura mamma ha scoperto di soffrire di placenta previa, una condizione che potrebbe causare un eccessivo sanguinamento durante il parto, nonché altre complicanze. Complicanze che pare si siano manifestate durante il cesareo, con la necessità di ben cinque trasfusioni di sangue, nonché un’isterectomia d’urgenza. Indotta in coma farmacologico, per permettere all’organismo di recuperare subito dopo l’intervento, si sarebbero però formati dei coaguli in entrambi gli arti inferiori, tanto da danneggiare in modo irrecuperabile i tessuti. Dei coaguli, afferma la coppia, che si sarebbero potuti forse evitare se le condizioni della giovane fossero state attentamente monitorate durante la terapia intensiva: in una nota legale inoltrata al sistema sanitario inglese, infatti, sembra che la donna sia rimasta per sei ore senza supporto medico, dalla mezzanotte alle sei della mattina immediatamente successiva all’intervento. «Ricordo il momento. Pensavo di essermi appena risvegliata dal mio cesareo – ha riferito la giovane al Mirror – mi aspettavo mi mettessero fra le braccia la mia bellissima bambina, non sapevo di essere stata in coma. Invece i dottori mi hanno riferito di aver amputato le mie gambe. La realtà ha iniziato a manifestarsi quando ho abbracciato mia figlia, Winter Rose, e il mio difficile futuro mi è chiaramente apparso». Sempre il Mirror sottolinea come i medici si siano scusati per il mancato controllo nelle ore immediatamente successive all’intervento, al momento non è dato sapere il prosieguo legale.

Fonte: Mirror