L’aggettivo permaloso deriva dalla locuzione ‘(aversene) per male’ e si usa per definire chi è facile a offendersi, per eccessivo amor proprio.

Permaloso possiamo quindi definire l’amico al quale non si può fare una critica senza che si infastidisca, o che non sa stare allo scherzo, in quanto sospetta cattiveria dietro ogni parola o gesto. La persona permalosa si risente e indispettisce infatti per atti o parole che la maggior parte delle persone non considererebbero offensivi, e che certamente non lo sono nelle intenzioni.

In parole povere, chi è permaloso ha difficoltà a gestire serenamente le critiche, che vengono vissute come attacchi frontali, poiché incline a sentirsi perennemente giudicato. Generalmente la reazione è quindi di stizza e arroganza. Alla base di tale comportamento si possono rintracciare una carenza di autostima, oppure, al contrario, la presunzione di fare sempre tutto al meglio. Il problema fondamentale di queste persone sta nel non riconoscere all’errore la sua spinta in senso evolutivo, temendo invece che accettando e mostrando una debolezza possa essere sminuito il loro valore. E’ invece proprio dal confronto che possono nascere occasioni di crescita personale, oltre che opportunità di instaurare relazioni stimolanti, di cui sovente il permaloso è carente, poiché risulta difficile relazionarsi con lui.

Espressioni tipiche in cui è possibile ritrovare il termine sono: “Non si sa come parlargli, tanto è permaloso”; “E’ talmente permaloso che si è offeso per una sciocchezza” e ancora “Sei così permaloso che quando si parla con te bisogna soppesare ogni singola parola”, ecc.

Per estensione, si parla dunque di ‘carattere permaloso’ o ‘natura p.’ ogni qualvolta ci si trova a interagire con chi si offende con eccessiva facilità o si risente per futili motivi.

Sinonimi del termine possono essere considerati: suscettibile, stizzoso, irritabile, scontroso, sdegnoso, piccoso. Contrari sono invece: bonario, affabile, socievole, paziente e autoironico.