Ci sono spiragli di luce nel buio provocato dal sovrasfruttamento degli abitanti dei fondali marini.

Sembrerebbe infatti che la Commissione Europea abbia acconsentito allo stop delle importazioni di pesce da parte di quei Paesi cui pratiche di pesca si caratterizzano per il loro impatto negativo sull’ambiente marino.

Lo svuotamento del mare è tipico della pesca degli sgombri in Islanda e nelle Isola Faroe dove, tra il 2005 e il 2012, le compagnie di pesca hanno moltiplicato fino a 7 volte la quantità di pesce pescato.

E sarà proprio da queste zone che il divieto di importazione sarà imposto.

659 deputati, contro 11 contrari e 7 astenuti, hanno infatti votato in occasione della plenaria del Parlamento europeo, un regolamento che permette alla Commissione europea di vietare l’importazione da quei paesi definiti sfruttatori e di sanzionare chi non rispetterà questo divieto.

Si tratta di un importante passo avanti sia per gettare le basi di una miglior regolamentazione del settore pesca, sia per ridurre l’impatto della mano dell’uomo sulla natura.

Impatto che ci sta portando, neanche troppo lentamente, ad esaurire le risorse naturali per noi essenziali.