Sono sul piede di guerra i pescatori delle Isole Eolie che denunciano un’invasione di delfini i quali, mangiando i totani, avrebbero distrutto l’economia locale fino ad un calo complessivo del 70% (come riporta Repubblica.it). Dunque, o loro o i delfini. Durissima la replica dell’Ente Nazionale Protezione Animali che parla di una “ben nota tecnica di marketing politico cui si ricorre per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle vere cause di una crisi”. “Accusare i delfini di impoverimento della vita marina non è solo fuori luogo ma anche semplicemente assurdo” scrivono.

Troppi delfini alle Isole Eolie

E ancora: “Se nei nostri mari c’è sempre meno vita, la colpa non è dei calamari né dei polpi. E’ colpa dell’uomo, della pesca che sfrutta il mare fino all’inverosimile, dell’inquinamento che è causa di morte degli animali, dei cambiamenti climatici che hanno stravolto ritmi naturali millenari e del traffico delle imbarcazioni, commerciali e da diporto che disturbano la fauna marina”. Così, secondo l’Enpa, si “alimenta un allarmismo privo di riscontri fomentando un clima d’odio che ricorda ‘la caccia all’untore’”. 

L’Enpa proteggerà i delfini

L’Enpa infine, ha annunciato che, in caso di uccisioni o maltrattamenti ai danni dei delfini alle Isole Eolie, attiverà il proprio ufficio legale per individuare e punire i responsabili di tali reati.