Lo scandalo petrolio continua a far discutere anche questa settimana. A distanza di appena una manciata di giorni dal referendum sulle trivellazioni che si terrà domenica 17 aprile, l’inchiesta di Potenza procede a passo spedito e ora a essere finito al centro dell’uragano mediatico è il capo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

L’inchiesta sul caso petrolio che vede tra gli indagati anche Gianluca Gemelli, il compagno dell’ex ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, che si è dimessa proprio per le intercettazioni che l’hanno vista coinvolta, vede ora spuntare un dossier in cui vengono contestate alcune “spese folli” all’ammiraglio De Giorgi.

Alla Procura di Potenza, alla presidenza del Consiglio e al ministro della Difesa è stato consegnato un dossier in cui si parla di presunte spese pazze da parte del capo di Stato maggiore della Marina e anche di “festini e scambi di interessi con l’imprenditore Gemelli”.

Tra le spese che vengono contestate a Giuseppe De Giorgi nell’ambito dell’inchiesta sullo scandalo petrolio vi sarebbero anche cene costose in ristoranti di lusso, oltre a commesse milionarie che sarebbero state autorizzate dall’ammiraglio per dispendiose ristrutturazioni delle navi della Marina.

All’interno del dossier venuto fuori nell’ambito del caso petrolio si legge anche che Giuseppe De Giorgi nel 2013 “durante una visita a una fregata classe Fremm nei cantieri di Fincantieri per completare le ultime fasi di allestimento, non gradendo la ripartizione delle aree destinate al quadrato ufficiali e dei camerini destinati al comandante, ordinò ai dirigenti di attuare le modifiche da lui indicate”. Un’operazione che sarebbe costata 42 milioni e 986mila euro che De Giorgi “cercò di coprire con un auto investimento da parte di Fincantieri, che invece non aveva alcuna intenzione di finanziare neanche parzialmente e quindi si spesero decine di milioni del contribuente”.

Nel documento sullo scandalo petrolio che lo vede tra le persone coinvolte è quindi scritto: “Famosi sono stati i festini organizzati dal comandante a bordo della Vittorio Veneto in navigazione, con tanto di trasferimento a mezzo elicottero di signorine allegre e compiacenti. O di quella volta, sempre da comandante della Vittorio Veneto in sosta a New York, che accolse gli invitati ad un cocktail a bordo, in sella a un cavallo bianco appositamente noleggiato”.

Inoltre nel dossier sullo scandalo petrolio viene riportato che: “Tutti sapevano e tutti, per paura delle sue vendette, tacevano circa l’uso improprio che l’ammiraglio, una volta diventato capo delle Forze Aeree della Marina, faceva degli elicotteri e soprattutto del velivolo Falcon 20 che in versione VIP lo trasportava continuamente come in un taxi (spesso in allegra compagnia da una parte all’altra dell’Italia, per l’esaudimento di interessi personali ma a spese del contribuente)”.

Nel documento si parla poi di impiegati della Marina che sarebbero stati penalizzati dall’ammiraglio: “Incursori che improvvisamente sono stati allontanati dal Comando di Varignano e trasferiti dall’altra parte dell’Italia solo perché hanno fatto parte del gruppetto che nel corso delle prove del defilamento del 2 giugno, facendo scherzi con palloncini pieni d’acqua (è tradizione di tutti i militari che partecipano a tale evento), schizzarono Sua Maestà De Giorgi”.