Continuano le indagini della procura di Potenza riguardanti l’estrazione di petrolio nel sito di Tempa Rossa, in Basilicata. Una delle piste che stanno affiorando in queste giorni riguarderebbe l’opera di corruzione e influenza esercitata per ottenere finanziamenti e agevolazioni negli iter da parte della società di servizi Outsourcing.

La compagnia ha tra i propri soci sia Gerardo Fiore, figlio di Rosaria Vicino, sindaco della città di Corleto Perticara, sia Carmelo Donnoli, revisore dei conti nella stessa amministrazione, più la moglie di questi, Antonia De Carolis.

Secondo gli inquirenti la società sarebbe stata in grado di esercitare delle pressioni importanti sulla giunta della Regione Basilicata guidata da Marcello Pittella, che avrebbe così fornito autorizzazione ad agire nell’area di Tempa Rossa, dove la Outsorcing avrebbe voluto collaborare con la Total.

Oltre a ciò sarebbe stato erogato un finanziamento di circa 450mila euro per contribuire a un investimento di quasi un milione di euro. Disposizioni prese in modo irregolare, sostengono gli investigatori, in quanto la società non sarebbe in possesso delle caratteristiche indispensabili per ottenere un programma di sostegno regionale attraverso i fondi dell’Unione Europea (ovvero documentazioni e dipendenti, essendo orientato anche all’incentivazione dell’occupazione).

Le intercettazioni analizzate avrebbero portato alla scoperta del coinvolgimento del sindaco Rosaria Vicino, ma non sarebbe anche chiaro il suo ruolo. Donnoli invece si sarebbe occupato di tessere una serie di rapporti personali per arrivare all’erogazione dei finanziamenti da parte della Regione.

Riguardo a Pittella e al fratello Giovanni, le intercettazioni avrebbero riscontrato come i due si sarebbero molto preoccupati dopo lo scandalo che ha coinvolto l’ex ministro Federica Guidi e il compagno Gianluca Gemelli.