Il lander che è atterrato sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è entrato in modalità di standby, a causa delle batterie esaurite. La sonda Rosetta, invece, continuerà a chiamare il lander ogni volta che attraverserà l’area in cui è atterrato. Prima di esaurire le batterie, Philae ha inviato preziosi dati sulla Terra che, in queste ore, sono analizzati da parte dell’Agenzia Spaziale Europea.

Dopo essere atterrato sulla cometa, aver compiuto la prima serie di esperimenti e avviato il trapano per raccogliere i campioni del suolo da poter analizzare, il lander Philae è entrato in letargo, nella speranza che in futuro possa ricevere abbastanza luce per essere in grado di riavviarsi. Una missione estremamente delicata che per il momento ha portato alla luce tantissimi dati da dover analizzare e non solo.

Gli esperimenti svolti da Philae sono durati circa 60 ore, quasi tre giorni di lavoro in cui il lander ha compiuto circa l’80% di tutto ciò che avevano pianificato gli scienziati. Allo stesso tempo, prima di entrare in modalità standby, il lander si è ritrovato a compiere una manovra di rotazione, circa 35 gradi, in modo tale da esporre al Sole i panelli solari. La speranza, infatti, è quella di poter ottenere abbastanza luce per riprendere a lavorare e inviare dati agli scienziati. Uno standby, quindi, che può essere considerato momentaneo, a patto che l’area in cui è atterrato Philae riceva la luce necessaria.

Per quanto riguarda, invece, la sonda Rosetta, quest’ultima prosegue nella sua missione di raccogliere informazioni e ogni volta che passerà sopra l’area in cui vi è atterrato Philae cercando di riattivare in lander. Al momento, Rosetta si è portata a 30 chilometri di distanza dal nucleo e orbita intorno alla cometa, in modo tale da continuare il viaggio, con la speranza di trovare maggiori informazioni nei prossimi mesi.

Foto comunicato stampa ESA