Gallerista e storico dell’arte francese, naturalizzato italiano, Philippe Daverio nasce nell’ottobre del 1949 a Mulhouse, in Alsazia. Trasferitosi con la famiglia in Italia, frequenta prima la Scuola Europea di Varese, quindi il corso di laurea in Economia e commercio alla Bocconi di Milano. Abbandonati gli studi, decide quindi di dedicarsi totalmente all’arte. In qualità di gallerista ed editore, si specializza nell’arte italiana del Novecento, aprendo, nel ’75, la “Galleria Philippe Daverio”, in via Monte Napoleone 6 a Milano, dove si occupa dei movimenti d’avanguardia della prima metà del secolo. Nello stesso periodo cura diverse pubblicazioni dedicate ai movimenti sorti tra le due guerre, mentre nell’86 apre a New York la “Philippe Daverio Gallery” rivolta all’arte del XX secolo, cui segue, nell’89 una seconda galleria milanese, questa volta in corso Italia 49.

Tra il 1993 e il 1997 è assessore del Comune di Milano con delega alla Cultura, all’Educazione, al Tempo Libero e alle Relazioni Internazionali. Inizia nel frattempo a collaborare con riviste e quotidiani come Panorama, Vogue, Avvenire, Il Sole 24 Ore, National Geographic e Touring Club; diviene a sua volta direttore del periodico Art e Dossier, nonché consulente per la casa editrice Skira.

A cavallo tra gli anni Novanta e Duemila diventa un noto volto televisivo grazie a trasmissioni quali Art’è e Art.tu (Rai tre), dedicate alla critica d’arte. Tra il 2001 e il 2011 conduce quindi Passepartout (Rai tre), programma di divulgazione artistica a cadenza settimanale.

Nel 2004 Daverio pubblica per Mazzotta “Arte stupefacente. Da Dada alla Cracking art“, mentre l’anno seguente scrive “Il design nato a Milano. Storia di ragazzi di buona famiglia e “Un’altra storia del design e un modesto tentativo di interpretazione“. Nel 2010 per Skira escono “Giorgio Milani. Il libro delle lettere” e “Giuseppe Antonello Leone“, mentre per Rizzoli viene pubblicato “L’avventura dei Mille. La spedizione di Garibaldi attraverso i disegni ritrovati di Giuseppe Nodari“. Inizia così per Rizzoli una proficua collaborazione che vedrà l’uscita dei volumi “Il museo immaginato” (2011), “Il secolo lungo della modernità” (2012), “Guardar lontano veder vicino” (2013), “Il secolo spezzato delle avanguardie” (2014), “La buona strada”, “L’arte in tavola” e “Il gioco della pittura” (2015).

Attualmente insegna Disegno industriale all’Università degli Studi di Palermo e dal 2014 è direttore artistico del Museo del Duomo di Milano.