Aveva colto le attenzioni dei social network pochissimi giorni fa, con una vicenda davvero incredibile: un uomo australiano, di origine vietnamese, aveva spiegato su Facebook i numerosi problemi derivanti dal suo nome: Phuc Dat Bich. Una pronuncia che non lasciava troppo spazio a interpretazioni, ricordando da vicino un famoso insulto inglese. Dopo qualche giorno, però, la confessione: si è trattato di uno scherzo.

La scoperta dell’arcano è avvenuta tramite le indagini del network televisivo australiano SBS News che, controllando i dati dell’anagrafe vietnamese, ha scoperto come “Bich” fosse tutt’altro che un un cognome frequente. Diffusa la notizia, è giunta la confessione dell’uploader: si è trattato di uno scherzo, per verificare quanto velocemente possano diffondersi le bufale in Rete. «È tutto cominciato con uno scherzo fra amici – spiega Joe Carr, un utente su Facebook – poi diventato un tranello per i media. Non ha però solleticato la rabbia e la solitudine che di solito vediamo su Internet, bensì conforto e umanità proprio in un momento come questo, quando tutti ne abbiamo bisogno». L’uploader ha poi specificato come la bufala sia significativa rispetto alle vessazioni che molti utenti, dati nomi singolari, sopportano in rete: «A coloro che hanno nomi culturalmente specifici o spettacolari: ignorate l’ignoranza di coloro che cercheranno di distruggervi. Continuate a essere le migliori persone possibile e segnati il mondo in qualsiasi modo riusciate, anche con un solo scherzo».

Fonte: UPI