Arriva da Piacenza l’ennesimo caso di furbetti del cartellino che, anziché lavorare, trascorrevano del tempo fuori dagli uffici. Secondo gli inquirenti avrebbero utilizzato persino un furgone con gli stemmi del comune di Piacenza (parte lesa in questo procedimento) per andare in giro con una prostituta minorenne: nello specifico, il dipendente lo avrebbe utilizzato per scopi personali così come altri colleghi che, dopo aver timbrato, uscivano fuori per sbrigare altre faccende (andare in palestra o in centro con gli amici, ndr). In totale sono cinquanta i dipendenti comunali finiti nell’inchiesta.

Pizzicati cinquanta furbetti del cartellino

Il caso più eclatante è, senza dubbio, quello di un 60enne, adesso ai domiciliari, che avrebbe trascorso gran parte del suo tempo andando in giro col furgone del Comune di Piacenza intrattenendosi con una ragazzina, minorenne e parzialmente disabile. Stando alle prime indiscrezioni, pare che abbia persino tentato di violentarla in un motel, sempre in orario di lavoro. “Tutte le persone coinvolte in questa vicenda sapevano bene quello che stavano facendo e quindi lo hanno fatto con dolo” ha precisato la Procura che sta indagando sui furbetti del cartellino di Piacenza.

Si tratta dell’ennesimo caso di lavoratori che, anziché prestare servizio diligentemente, timbrano il cartellino e vanno via arrecando gravissimi disagi agli utenti.