Il governo sta per varare definitivamente il piano anti povertà, tecnicamente Sostegno per l’inclusione attiva (Sia). Si tratterà di una serie di azioni che dovrebbero supportare coloro che versano in gravi difficoltà economiche (si parla di almeno duecentomila famiglie sparse su tutto il territorio), con contributi in denaro ma anche con la messa a disposizione di servizi territoriali. Un primo passo verso quello che il Ministro del Lavoro Poletti ha definito il reddito di inclusione.

Settecentocinquanta milioni di euro: è questa la cifra messa in campo dal governo per stanziare il piano anti povertà ma la somma dovrebbe salire al miliardo di euro entro l’anno prossimo. Grazie a questa cifra, oltre duecentomila famiglie dovrebbero poter ricevere un aiuto concreto già a partire dal prossimo mese di settembre. Proprio dal giorno due di settembre sarà infatti possibile presentare le richieste per ottenere il Sostegno per l’inclusione attiva: il modulo viene predisposto dall’Inps e va poi consegnato al proprio Comune di appartenenza. Qualora si abbia il diritto di ottenerlo, le somme dovrebbero iniziare ad essere accreditate in circa due mesi. Entro due mesi dall’accreditamento del primo bimestre (tre mesi per le richieste presentate fino al 31 ottobre del 2016) devono poi essere attivati i progetti personalizzati (che nella prima fase riguarderanno circa il 50 per cento dei beneficiari).

Requisiti per rientrare nel piano anti povertà

Per ottenere un aiuto economico fino a 320 euro al mese, bisogna avere un Isee pari o inferiore a tremila euro al mese. Oltre a questo requisito economico, il richiedente dovrebbe essere cittadino italiano o comunitario oppure straniero con regolare permesso di soggiorno di lungo periodo oppure essere residente in Italia da almeno due anni. Ma non solo: nel nucleo familiare devono esservi almeno un componente minorenne oppure un figlio disabile o ancora una donna incinta. Non possono presentare domanda coloro che beneficiano di trattamenti economici quali quelli di natura previdenziale, assistenziale oppure indennitaria che superano l’importo di seicento euro al mese o coloro che hanno indennità di disoccupazione. Sono esclusi anche i nuclei che hanno vetture o motoveicoli immatricolati per la prima volta nei dodici mesi precedenti alla data di richiesta del Sostegno (con cilindrata superiore ai 1300 cc per le vetture e di 250 cc per i motoveicoli).

Una volta che tutte le domande sono state presentate, i probabili beneficiari ottengono dei punteggi e qualora sia tutto in regola, viene disposta l’erogazione del contributo, ogni due mesi.