Mentre ci si prepara alla seconda tappa della Volvo Ocean Race, prevista per domenica 11 dicembre 2011, da Città del Capo, Jack Lloyd, direttore di regata, fa sapere che verrà attuato un piano antipirateria specifico per l’Oceano Indiano, ad alto rischio di attacchi.

Secondo quanto comunicato da Dryad Maritime Intelligence, infatti, nel 2010 sono state rapite dai pirati addirittura 1.181 persone, anche se attualmente l’attività dei pirati è stata ridotta.

I sei team, secondo il piano antipirateria della Volvo Ocean Race, verranno trasportati da navi armate verso un porto sicuro dell’Oceano Indiano, che però non è stato reso noto per questioni di sicurezza. La flotta verrà caricata quindi su una nave, difesa da guardia armate, e riprenderà la regata da un punto, ancora non definito, della costa di Shariah, nord Emirati Arabi.

Da lì poi mancherà un giorno di navigazione per raggiungere Abu Dhabi, il traguardo, che ospiterà l’evento dal 31 dicembre 2011 al 14 gennaio 2012. Per la loro incolumità, tutti i componenti dei vari team non viaggeranno sulla nave di protezione.

Diversi sono gli attori che hanno lavorato all’organizzazione del piano antipirateria:

Dryad Maritime Intelligence
European Union Naval Force Somalia (Eunavfor)
UK Maritime Trade Operations (Ukmto)
Maritime Security Centre
Horn of Africa (Mschoa)
International Sailing Federation (Isaf)

e ovviamente Jack Lloyd e Knut Frostad, CEO della regata.