Estese le possibilità di ampliamenti anche agli edifici non residenziali.

La Giunta regionale della Calabria ha dato l’avvio al disegno di legge per la modifica del Piano Casa (L.R. n. 21/2010), in cui viene delineato l’insieme delle disposizioni che consentono interventi di ampliamento, demolizione, ricostruzione e recupero degli immobili esistenti. Il nuovo provvedimento, trasmesso alla IV Commissione per gli adempimenti di competenza, recepisce le norme collegate al Decreto Sviluppo (D.L n. 70/2011), ed estende anche agli immobili a destinazione non residenziale le possibilità offerte dalla Legge Regionale n. 21/2010, integrandole e ampliandole in misura significativa.

Il Piano Casa attuale prevede il miglioramento della qualità energetica e strutturale degli edifici. Il nuovo disegno di legge contempla, infatti, l’integrazione della disciplina attuativa sotto l’aspetto delle prestazioni energetiche e dell’adeguamento sismico e, soprattutto, presenta un insieme di modifiche all’articolato con l’obiettivo di risolvere una serie di problemi interpretativi sorti con l’applicazione della prima stesura della norma.

Sono state inoltre potenziate le possibilità del Piano Casa
L’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Giuseppe Gentile, così spiega: “La nuova formulazione della legge dovrebbe potenziare enormemente le possibilità offerte dal provvedimento, che ha la sostanziale finalità di stimolare l’economia attraverso un significativo impulso alle attività edilizie. La difficile congiuntura economica che si sta attraversando impone scelte tempestive ed efficaci, capaci di incidere su quei meccanismi attraverso i quali il tessuto produttivo del Paese è in grado di azionare la leva dello sviluppo e favorire processi di crescita economica”.

La presentazione del provvedimento, secondo Gentile, è un momento particolarmente significativo, in quanto la legge nasce quale strumento per contrastare la crisi economica e tutelare i livelli occupazionali attraverso il rilancio delle attività edilizie dirette al miglioramento della qualità architettonica, energetica e strutturale del patrimonio edilizio, nonché ad incrementare, in risposta ai bisogni abitativi delle famiglie in condizioni di particolare disagio economico e sociale, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica avviando un processo di riqualificazione di aree urbane degradate o esposte a particolari rischi ambientali e sociali”.