La Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio Regionale della Liguria ha approvato il disegno di legge che modifica il Piano Casa (Legge regionale n. 49/2009).

Il 12 novembre scorso è scaduto il secondo termine assegnato alle Regioni per dare attuazione alle norme del Decreto Sviluppo (Dl 70/2011) sugli interventi di sostituzione edilizia e sui relativi incentivi, con un premio volumetrico del 20% per gli edifici residenziali e del 10% della superficie coperta per gli edifici adibiti a uso diverso. La legge chiarisce alcuni punti del Piano Casa e introduce delle facilitazioni.

Tuttavia il recepimento del Decreto sviluppo non è stato automatico anche a causa della fragilità del territorio ligure, emersa con le ultime alluvioni. Nel testo approvato dalla Giunta sono presenti due nuovi elementi: il calcolo dei volumi condonati e la delocalizzazione dei seminterrati.

Questo Piano Casa non aggiunge né toglie nulla, e stravolge il senso del provvedimento legislativo del Governo Berlusconi che andava ad incentivare il settore dell’edilizia in un momento in cui si registrano quasi 3000 licenziamenti in un settore che corrisponde alla chiusura di una grande industria in Liguria.

Il provvedimento prevede alcuni interventi che consentono di chiarire alcuni punti del Piano Casa e di introdurre alcune facilitazioni per i cittadini. L’ampliamento di volume dei fabbricati ”condonati” va calcolato misurando l’edificio nel suo complesso e poi sottraendo la parte condonata. Inoltre, chi demolisce e ricostruisce un edificio può rifarlo a una distanza di 25 metri anche su un terreno acquistato in contemporanea con la nuova costruzione.

Il proprietario di due fabbricati ha la possibilità di demolirli entrambi e costruire un unico edificio con gli ampliamenti previsti dal Piano casa. In questo modo, secondo il presidente della VI commissione, si evitano due ampliamenti su due distinti edifici risparmiando superficie costruita e migliorando anche la qualità delle costruzioni e dell’uso del territorio.

I casoni e i capanni, diffusi in alcune zone agricole e ormai abbandonati e degradati, se appartengono ad un unico lotto, si potranno demolire e accorpare i volumi in un unico edificio che garantisca l’abitazione ad alcune famiglie.

L’altra modifica riguarda i locali interrati su tre lati: per favorire il proprietario il locale interrato che viene ricostruito viene calcolato con un volume inferiore di un terzo a quello esistente e viene trasferito con destinazione residenziale con un incremento del 20%.