In sintesi, il piano strategico varato dalle Poste Italiane prevede 3 miliardi di investimenti in cinque anni, 8.000 assunzioni – senza licenziamenti -, aumento della redditività e obiettivo fatturato 30 miliardi di euro – contro i 26 attuali, oltre ad una raccolta di risparmio per 500 miliardi di euro.

Andando nello specifico, per quanto riguarda il lavoro, la società pensa di assumere 8.000 persone, la metà delle quali sarà composta da giovani laureati e nuove professionalità, mentre, come spiega l’amministratore delegato del gruppo Francesco Caio “prosegue il programma di uscite agevolate già iniziato nel 2010” e “non sono previsti licenziamenti“. E’ stata prevista pure la creazione di una corporate university che dovrebbe servire a riqualificare 7.000 dipendenti.

Gli investimenti – tre miliardi – verranno utilizzati per realizzare infrastrutture e piattaforme digitali. L’obiettivo è quello di innovare l’offerta. Sono previsti 500 milioni per riqualificare e aumentare la sicurezza degli uffici postali.

Nel settore tradizionale dei servizi postali si punta a rimodulare i prezzi, con tariffe differenziate a seconda della velocità di consegna, mentre la posta tradizionale verrà consegnata a giorni alterni e nel pomeriggio. Si cercherà di dare sviluppo all’e-commerce dando la possibilità di farsi recapitare i pacchi negli uffici postali – e si intende rafforzare i legami con Amazon.

Le poste intende anche passare da 20 a 30 milioni di carte di pagamento emesse – cercando di sfruttare possibili sinergie con Alitalia. L’ultimo punto su cui si concentreranno gli sforzi di Poste è quello della raccolta del risparmio: la società vuole passare da 420 a 500 miliardi di euro. Una sfida che si intende perseguire vendendo prodotti finanziari più rischiosi che dovrebbero andare incontro ai bisogni delle famiglie perché i titoli tradizionali non danno più i rendimenti passati.

Nel piano non sono contenute indicazioni sulla privatizzazione delle Poste. Secondo l’ad Caio nei prossimi mesi dovrebbe essere definita una tabella di marcia – insieme all’azionista – su questo tema.

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