Unimpresa, l’associazione che rappresenta le micro, piccole e medie  imprese, segnala una importante svolta che riguarda Piazza Affari: in Borsa più della metà del capitale delle società per azioni è nella mani di investitori stranieri.

Si tratta di un sorpasso storico, confermato dai dati forniti dalla Banca d’Italia e suffragati dal confronto con le analoghe statistiche dell’anno precedente, ovvero il 2014. E il risultato è ancora più sorprendente se si ricorda il recupero borsistico delle spa italiane, andate incontro a un aumento di capitalizzazione di 81,2 miliardi, per un percentuale di +17,78%.

Eppure gli investitori stranieri hanno superato ampiamente i loro colleghi italiani, con un aumento di capitale del 26,27%, per un totale di 276,7 miliardi. La conclusione è che il 51,4% delle azioni delle spa italiane sono in mano a investitori non tricolori, con un deciso aumento di quasi il 3,5% rispetto al 2014.

Nella ideale classifica di coloro che costituiscono le società per azioni troviamo poi le imprese, al 19.27%. le famiglie, al 12.39%, le banche, al 10,52%, quindi le assicurazioni e i fondi pensioni, al 3,23%.

È un bilancio che, per quanto rappresentativo di un interesse degli investitori stranieri nel nostro mercato, è anche un campanello d’allarme se si considera la prospettiva su un lungo periodo, come fa presente Paolo Longobardi, presidente dell’Unione nazionale di imprese: “Se da una parte va valutato positivamente l’aumento del valore delle imprese italiane, dall’altro siamo preoccupati: la fortissima crisi che sta colpendo l’Italia più di altri paesi sta consegnando di fatto i pezzi pregiati della nostra economia a soggetti stranieri. Si tratta di colossi finanziari che non sempre comprano con prospettive di lungo periodo o di investimento, ma spesso per fini speculati”.