Episodio di violenza a Roma dove, all’interno di un vagone della metro B, una donna e il figlio di 37 anni sono stati aggrediti da due uomini dopo avergli chiesto di smettere di fumare. A parlare, per la prima volta, è Elena Vazzaz, ferita durante l’aggressione insieme al figlio Maurizio. “Ho gridato a quei due di lasciarlo stare, avevano la carnagione scura e gli ho urlato ‘maledetti stranieri’. E invece erano italiani. Per questo me ne pento” ha detto la donna. Il figlio, adesso,sta male, è confuso, a volte vaneggia, altre volte sembra più lucido” e resta in attesa di essere operato dopo essere stato “massacrato”.

Picchiato in metro, il figlio sta male

Stando al racconto della donna, il figlio – dopo aver chiesto ai due ragazzi di spegnere la sigaretta – sarebbe stato preso a schiaffi e poi avrebbero iniziato a picchiarlo. “Una raffica di botte. Maurizio è caduto per terra, con lo sguardo fisso, non si muoveva. Cazzotti anche sulla testa, ho cercato di mettermi in mezzo, di proteggere mio figlio ma mi ha dato una pizza in faccia e sono caduta pure io” ha detto la signora. Nessuno, però, li avrebbe aiutati: “Quando si sono aperte le porte perché eravamo arrivati in stazione a piazza Bologna, speravo che quel pazzo se ne andasse e, invece, continuava a picchiare, senza parlare. Poi il complice ha cominciato a tirare pugni in testa a Maurizio. E lì ho avuto paura perché da ragazzino era già stato operato alla testa dopo un incidente in motorino”. 

I due, poi, sono stati catturati dai militari che li hanno portati in commissariato: “Me ne hanno messo davanti uno e l’ho riconosciuto subito. Lui m’ha risposto: ‘Ma chi? Io?’. Poi ho inchiodato pure l’altro. Spero solo che domani non li mettano già fuori” ha concluso la donna, ancora sconvolta per ciò che è accaduto in metro a Roma.