È un parziale dietro front quello intrapreso da Pier Carlo Padoan nei confronti di Bruxelles dopo la dura lettera inviato la scorsa settimana e in cui si contestavano le richieste sul debito pubblico italiano.

Lo spauracchio dell‘aumento dei tassi d’interesse ha infatti convinto il ministro dell’Economia della necessità di un taglio del debito, ulteriormente caldeggiato dall’impennata dello spread, arrivato a quota 200.

L’ultimatum dato dalla UE riguardo l’aggiustamento da compiere sui conti pubblici dovrà essere preso seriamente in considerazione, in quanto una procedura di infrazione risulterebbe in “una sottrazione di sovranità sulle scelte di politica economica e costi superiori alla finanza pubblica del Paese, quindi sottrazione di risorse per la crescita e l’occupazione, a seguito del probabile aumento dei tassi di interesse che stanno già risentendo della accresciuta instabilità a livello europeo”.

Si stima che le misure correttive possano essere pronte prima di aprile, ovvero in anticipo rispetto alla presentazione del Documento di economia e finanza. Durante l’audizione al Senato Padoan ha ipoteizzato una riduzione del rapporto deficit – Pil al 2,1% nel 2017, mentre il rapporto tra debito e Pil dovrà arrivare al 132,5%.

Tra le misure da prendere in considerazione anche una nuova tornata di privatizzazioni, che dovrebbero coinvolgere sia Poste Italiane che Fs. Si tratta ancora di indiscrezioni, ma nelle ultime ore si è anche parlato dell’introduzione di una Web Tax e sulla tassazione di Airbnb.

Al vaglio anche l’ipotesi dell’estensione del nuovo sistema di liquidazione Iva alle società pubbliche. Rimarranno fuori da questi interventi, forse da approvare nella prossima legge di bilancio, misure che impattino su beni e servizi, e dunque non verranno contemplati aggiustamenti sull’autotrasporto.