A poco più di cinquant’anni dalla morte improvvisa di Piero Manzoni, la sua opera è riconosciuta sempre più come una delle esperienze fondamentali dell’avanguardia del XX secolo. Tempo quindi ancora un mesetto per visionare la grande mostra che, nell’ambito del progetto “Primavera di Milano”, Palazzo Reale ha dedicato al celebre artista. Oltre 100 le opere che fino al 2 giugno permetteranno di far luce sull’uomo e sull’artista, andando ad indagare tutte le fasi creative della produzione di una delle personalità più ironiche e provocatorie del Novecento.

«Milano è stata la città di Piero Manzoni – spiega l’assessore comunale alla Cultura Filippo Del Corno – Pur non essendovi nato (era infatti nato in provincia di Cremona) è qui che ha trovato il terreno ideale per operare da protagonista nella stagione di maggior fervore del secondo dopoguerra, ponendosi a fianco di un maestro come Lucio Fontana e agendo da referente della neoavanguardia europea».

E’ proprio Milano, quindi, a dedicargli il più importante allestimento mai realizzato sulla sua produzione. In  mostra il Manzoni degli Achrome, delle Linee, di Socle du monde, di Merda d’artista, ma non mancheranno manifesti, fotografie, cataloghi, lettere e perfino un filmato con documenti inediti, rarissima testimonianza d’immagini registrate dell’artista stesso in alcune tra le sue più note azioni creative.

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