Oggi il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, ha ufficialmente annnunciato, in una conferenza stampa congiunta con Pier Luigi Bersani, che lascerà definitivamente la magistratura e si candiderà alle imminenti elezioni politiche, nelle file del Partito democratico.

Grasso ha spiegato che ha sì presentato la richiesta d’aspettativa al Csm, ma solo per cautelarsi da un punto di vista dei tempi. La procedura delle dimissioni richiede tempi piuttosto lunghi, tra cui un decreto del presidente della Repubblica. Ma la scelta è definitiva. Grasso non entrerà in politica da magistrato. “Le mie dimissioni dall’ordine giudiziario sono irrevocabili. Ho sempre pensato e detto che, se fossi entrato in politica, lo avrei fatto da cittadino, non da magistrato”. Il quasi ex procuratore ha aggiunto: “Lasciare la magistratura è una scelta di vita. Quando ho firmato la lettera di dimissioni, mi tremava la mano. Voglio ringraziare tutte le forze di polizia che, facendo sacrifici, condividendo le mie idee, sono state in grado di farci ottenere risultati importanti”.

Perché dimettersi e non chiedere solo l’aspettativa? “Benché potessi restare fino al 2020, io ho sempre sotenuto e condiviso il principio che un magistrato non deve potersi far etichettare da un colore politico, a maggior ragione dopo essere entrato in politica, quando le sue idee possono essere valutate ai fini della sua azione da magistrato”.

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