Perché un magistrato di altissimo profilo e prestigio come il procuratore nazionale antimafia ha deciso di cambiare vita, decidendo di entrare nell’arena politica? Pietro Grasso ha così spiegato le sue ragioni, durante l’annuncio della propria candidatura nel Pd alle prossime elezioni politiche: “A chi in passato, soprattutto in questi ultimi tempi, mi chiedeva se avevo intenzione di andare in politica, rispondevo: mai dire mai. Aggiungevo poi che avrei preferito una lista civica nazionale in cui portare idee, progetti e rinnovamento. Però mentre maturava quest’idea, venuta fuori negli ultimi tempi, ho passato la vigilia di Natale con il mio nipotino, e ho riflettuto. Vedevo un bambino che va alle elementari, con tanta voglia di imparare. Mi chiedevo: che futuro avrà questo bambino?”.

Grasso ha proseguito: “Mi è venuta in mente anche quella volta in Veneto, durante uno dei tanti incontri che ho tenuto con le scuole in questi anni, in cui dicevo che bisogna scegliere da che parte stare e impegnarsi, un ragazzino di prima media mi chiese: e lei perché non lo fa? In un altro incontro, un ragazzo più grande che stava per diplomarsi, mi disse: per trovare lavoro in base ai meriti, ci vuole un sistema in cui i meriti vanno riconosciuti. Questo ragazzo ha ragione”.

Da qui i motivi della scelta: “Parlando con Bersani, esponendogli le mie idee sulla giustizia e in generale, ho trovato la massima comprensione e la possibilità di trovare quella sorta di lista civica nazionale. Avevo preso ancora tempo per pensarci. Ma uscendo da uno di questi incontri, ho sentito le parole della gente per strada; c’era un gran confusione sulle candidature, sulle liste. Invece nel Pd c’era qualcosa di certo e di democraticamente valido; le primarie hanno permesso di superare questa legge elettorale. Allora ho telefonato a Bersani e gli ho detto: sono disponibile, senza condizioni“.

Quali progetti: “Io ho completato un’esperienza: 43 anni in magistratura. Ho conosciuto dall’interno tutti gli aspetti della lotta alla mafia. Ora posso mettere questa esperienza al servizio di un paese, che ha raggiunto il massimo della confusione. Io penso di avere un progetto che va oltre: una rivoluzione del sistema giustizia. E questo progetto va affrontato in maniera graduale”.

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