Pietro Maso, l’uomo oggi quarantaquattrenne che nel 1991 uccise i genitori per impossessarsi dell’eredità, è finito di nuovo nell’occhio del ciclone. Sarebbero stata infatti intercettate alcune telefonate in cui l’uomo avrebbe detto: “Le mie sorelle? Su di loro devo finire il lavoro di 25 anni fa“, minacce piuttosto evidenti, che avrebbero costretto gli inquirenti a rafforzare la scorta che da circa un mese si occupa della sicurezza delle due donne, Nadia e Laura.

Pietro Maso è attualmente indagato anche per le accuse di tentata estorsione ai danni di un suo ex amico di Verona e adesso ha ricevuto anche un foglio di via, che lo costringerà abbandonare la città veneta. Se non lo farà per lui arriveranno ulteriori conseguenze. Secondo quanto intercettato dalle forze dell’ordine, Pietro Maso avrebbe minacciato le sorelle mentre era al telefono con altre persone. Le minacce sono state poi ritenute gravi e fondate e da qui la decisione di rafforzare loro la scorta, che tra l’altro era stata affidata già da un mese circa.

Secondo Pietro Maso tutti questi tentativi sarebbero invece perpetrati con l’unico scopo di riportarlo in carcere e di distruggere il suo sogno di raccogliere soldi per andare in Spagna e aprire una comunità. Le sorelle avrebbero invece deciso di denunciarlo lo scorso 8 gennaio, dopo presunte ritorsioni nei loro confronti, perché, come loro stesse avrebbero spiegato, Pietro avrebbe bisogno di aiuto e da parte loro non vi sarebbe la volontà di danneggiarlo. Chissà se riuscirà dopo che la procura di Verona ha iniziano nuove indagini su di lui e dopo che sono saltate fuori le notizie sulle intercettazioni telefoniche in cui avrebbe minaccio proprio le sue due sorelle.