La notizia in sé una non-notizia. perché non cambia nulla per la nostra economia. Siamo in recessione dalla bellezza di tredici trimestri, ovvero da più di tre anni – l’ultimo minuscolo segno positivo risale al secondo trimestre del 2011. Nel terzo trimestre dell’anno il Pil ha segnato un -0,1%, che si aggiunte al -0,2% del secondo trimestre ed alla variazione nulla del primo trimestre.

La variazione acquisita per l’anno in corso è pari al -0,3%. Il risultato finale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei servizi e di una sua riduzione nell’agricoltura e nell’industria. Solito contributo negativo della domanda solo parzialmente compensato dall’apporto positivo della componente estera.

Da rilevare poi che nel terzo trimestre ci sono state quattro giornate lavorative in più del trimestre precedente – mentre non ci sono differenze in termini di giornate lavorate con lo stesso periodo del 2013. Giusto per fare qualche confronto con il resto del mondo – della serie facciamoci del male – nel terzo trimestre gli Stati Uniti sono cresciuti dell’1,2% ed il Regno Unito dello 0,7%. Pure la Francia è messa meglio di noi, visto che segna un +0,3% – l’attesa era per un più tiepido +0,1%.

Pure la Germania rovescia il segno negativo del trimestre precedente con un +0,1%. Per una volta i tedeschi vengono surclassati dai greci che mostrano un consolante aumento – lo 0,7%. Anche la Spagna dovrebbe crescere dell’1,2% – ma su tutto il 2014.

Alla fine l’unica economia ancora in calo è quella italiana insieme a quella di Cipro (-0,4%). Nel resto dell’Eurozona e nella Ue a 28 i tassi registrati tra giugno e settembre sono rispettivamente del +0,2 e del +0,3%.

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