L’Istat ha reso noti alcuni dati molto incoraggiati sulla situazione economica dell’Italia. I dati riguardano in particolare il primo trimestre di questo 2015 e rivelano che il Prodotto Interno Lordo del nostro Paese è finalmente tornato a crescere, riportando l’Italia fuori dalla recessione. Secondo i dati diffusi dall’Istat, il Pil sarebbe cresciuto dello 0,3 per cento rispetto allo stesso trimestre di riferimento del 2014.

Si tratta della crescita maggiore che sia mai stata registrata a partire dall’inizio del 2011, quando il Pil crebbe dello 0,4 per cento. Insomma, secondo l’Istat timidi segnali di una ripresa economica che si sta affacciando sulla porta e che genera una ventata di ottimismo. Persino gli analisti sono rimasti sorpresi: il dato dell’Istat è stato destagionalizzato e corretto sulla base degli effetti del calendario poiché il primo trimestre di quest’anno ha avuto anche un giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso trimestre del 2014.

Secondo la Coldiretti il dato del Pil diffuso dall’Istat è stato fortemente influenzato dal balzo fatto registrare, proprio nel primo trimestre del 2015, dalle esportazioni italiane verso i Paesi extracomunitari (aumento del 6,1 per cento). A ciò si aggiunge il dato record del 40 per cento negli Stati Uniti, agevolato dal tasso di cambio nettamente favorevole.

Istat: gli altri dati

Oltre alla crescita del Prodotto Interno Lordo, i dati Istat segnalano la crescita della domanda nei settori dell’agricoltura e dell’industria mentre per quanto riguarda i servizi, la domanda resta essenzialmente stazionaria. In base a tutti i dati poi, si stima che il Pil dell’Italia, per l’anno 2015, potrebbe crescere complessivamente dello 0,2 per cento.

Istat: i prezzi tornano a salire

Nel corso del mese di aprile 2015 l’Italia è anche tornata in inflazione: i prezzi sono aumentati dello 0,2 per cento mentre l’indice armonizzato dei prezzi al consumo è salito dello 0,4 per cento. A marzo è salito dello 0,1 per cento anche l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati, che però è poi sceso dello 0,3 per cento nel mese di aprile.