La procura di Roma ha deciso di aprire un’inchiesta per accertare se la morte del cantante napoletano Pino Daniele è stata dovuta alla responsabilità di qualcuno che non ha fatto tutto ciò che avrebbe dovuto la notte del 4 gennaio, quando il musicista è stato colto da infarto nella sua casa in Toscana. Per il momento l’ipotesi di reato formulata dagli inquirenti è quella di omicidio colposo contro ignoti.

Mentre oggi sono in corso i funerali di Pino Daniele (sia a Roma sia a Napoli, in orari diversi, così come deciso dalla famiglia), i carabinieri sono al lavoro per accertare eventuali responsabilità sulla qualità e l’efficacia dei soccorsi. In attesa degli esiti dell’autopsia, le forze dell’ordine hanno proceduto a sequestrare la cartella clinica conservata presso l’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove Pino Daniele è stato infine condotto ma in cui è arrivato già morto.

Nel frattempo la seconda moglie del cantante, Fabiola Sciabbarrasi, madre di tre dei suoi cinque figli,  si è detta seriamente intenzionata a voler accertare che la versione dei fatti sulla tragica notte in cui suo marito è morto sia quella che effettivamente è stata raccontata. La donna si scaglia soprattutto contro l’attuale fidanzata di Pino Daniele, Amanda Bonini, che sarebbe stata con lui la notte in cui il musicista ha avvertito il malore e avrebbe poi fatto richiesta di essere condotto a Roma, presso il suo cardiologo di fiducia.

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