Nella serata di ieri i carabinieri del Nas di Livorno hanno posto in stato di arrestato un’infermiera impiegata presso l’ospedale di Piombino: la pesante accusa che le viene rivolta è quella di essere responsabile di 13 omicidi.

Le morti, da quanto risulta dalle indagini, sarebbero avvenute tra il 2014 il 2015 e le vittime sarebbero state pazienti ricoverati nella struttura, recanti patologie di tipo differente ma tutti ospiti presso il reparto di anestesia e rianimazione. Il reato così configurato è quello di omicidio volontario continuato.

L’operazione – che ha preso il nome di Killer in corsia – è stata portata a termine grazie all’ordine di custodia cautelare emesso dal gip Antonio Pirato. La donna è stata bloccata mentre rientrava da un viaggio all’estero e contestualmente è stata perquisita la sua abitazione. Secondo le prime indiscrezioni l’infermiera sarebbe stata solita dare la morte ai suoi pazienti somministrando un farmaco specifico dall’effetto letale, come riscontrato dalle analisi.

Le indagini avevano preso il via da quando era iniziato il monitoraggio del reparto in cui prestava servizio l’accusata: era stato infatti riscontrato un aumento anormale nei decessi della sezione. Le vittime erano sì anziane, ma non affette da patologie potenzialmente terminali.

Il caso ricorda da vicino quello di Daniela Poggiali, l’infermiera che lavorava presso l’Umberto I di Lugo di Romagna, la quale era solita ritrarsi in scatti fotografici insieme ai pazienti morti e che è stata condannata all’ergastolo per l’omicidio di un 78enne avvenuto nel 2014.

Circa di 5 anni precedente è invece il caso di Angelo Stazzi, altro infermiere che sta scontando l’ergastolo per aver ucciso cinque ospiti della casa di riposo Villa Alex di Sant’Angelo Romano.