Il comando italiano dell’operazione Nato Ocean Shield (Scudo dell’Oceano), organizzata per contrastare i pirati che imperversano nell’Oceano Indiano,  si è concluso il 7 dicembre dopo sei mesi di operatività. Il cacciatorpediniere della Marina militare Italiana Andrea Doria, sede in mare  della Task Force 508 dello Standing Nato Maritime Group 1 (SNMG1), comandata dal contrammiraglio Gualtiero Mattesi , è quindi rientrato nella base navale tarantina Mar Grande. Le navi a disposizione durante il comando italiano erano cinque ed appartenevano ad altrettanti paesi membri della NATO, la task force che ha operato soprattutto contro i pirati somali, ha controllato più di 1500 mercantili in transito, garantito la libertà di navigazione e la sicurezza nel golfo di Aden e dell’Oceano Indiano occidentale ed ha costantemente monitorato le basi logistiche a disposizione dei pirati sulla costa somale. Le azioni di maggior rilievo della Doria riguardano l’assistenza al mercantile cipriota Pacific Express, sul quale i pirati hanno tentato l’arrembaggio e la liberazione della motonave livornese Montecristo. La Nave Comando Doria, infatti, ha coordinato il servizio che ha permesso di liberare dalle mani dei criminali somali il mercantile italiano ed assicurarli alla magistratura italiana. La Marina Militare Italiana lascia la guida dell’operazione Ocean Shield, alla fregata Turca Giresun ma garantisce la propria presenza nel prosieguo della missione con la fregata Grecale.