Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, eletto nelle file del centrosinistra nel 2011, ha una volta di più ribadito la propria posizione in tema di sicurezza pubblica dichiarando di volere l’abolizione dell’ergastolo. Lo ha fatto in un intervento alla quarta conferenza “Science for peace”, in corso in questi giorni alla Bocconi. Pisapia ha affermato: “L’ergastolo non deve più esserci nel codice penale di un’Italia democratica. Con la tutela dei diritti si ottiene anche l’osservanza dei doveri. Ci sono pene più efficaci che consentirebbero sia di risarcire le vittime che di rieducare socialmente il condannato“.

Pisapia non è solo a sostenere certe idee. Ma finché occupa la poltrona di sindaco della seconda città italiana, dovrebbe pensare qualche volta anche ad impegnarsi per dare alla popolazione un minimo di sicurezza. Milano non era una città sicura già prima di lui. Certamente con lui non lo è di più, anzi.

E poi, come intenderebbe “rieducare socialmente” gente che ha sciolto un bambino nell’acido? Che ha ucciso i propri figli? O i propri genitori? Che ha fatto saltare in aria decine di persone piazzando una bomba? Che traffica in droga?

E come intenderebbe Pisapia tutelare il diritto della popolazione ad essere protetta da questi fenomenali elementi, una volta che quelli come lui li avranno lasciati liberi di circolare?

O vorrebbe fare come l’ex presidente della Camera, Violante, che ha qualche mese fa ha suggerito di pagare i criminali per convincerli a non delinquere?

photo credit: br1dotcom via photopin cc