Non è una notizia clamorosa”, afferma Giuliano Pisapia, ma annunciare la propria rinuncia a una seconda candidatura quale sindaco di Milano incidendo una conferenza stampa di domenica non è proprio una mossa politica normale.

L’attuale primo cittadino del capoluogo meneghino ha spiazzato tutti in merito alle tempistiche del suo annuncio, ma la decisione in effetti era nell’aria da tempo e già da alcuni mesi i suoi collaboratori più stretti avevano iniziato a fare pressing sul loro sindaco.

Dal 2011 sindaco di Milano dopo una campagna elettorale travolgente, che gli aveva garantito la vittoria alle primarie sul candidato del Pd Stefano Boeri e poi al ballottaggio contro l’uscente Letizia Moratti, Pisapia a tutti gli effetti non ha fatto che rispettare le proprie intenzioni originarie.

Non mancano però le ipotesi riguardanti la presenza di una “forzatura renziana” dietro la decisione dell’ex magistrato, come dimostrerebbero anche alcune affermazioni dello stesso premier, che aveva parlato di un “dopo Pisapia” in anticipo sui tempi.

Alle elezioni del 2016, infatti, ci dovrebbe essere un diretto esponente del PD, e non un indipendente come Pisapia, il quale peraltro per la propria vittoria aveva dovuto ringraziare Nichi Vendola e il suo Sel, ora in rotta di collisione con il partito al governo, che per Milano potrebbe cercare alleanze in area moderata.

“Per coerenza e non per stanchezza”: queste le motivazioni date dal sindaco, ma non è improbabile che sulle sue spalle sia gravato anche il peso delle polemiche per le numerosi indagini che hanno colpito l’Expo, la cui apertura è prevista tra meno di un mese e mezzo.

Inizia già a profilarsi all’orizzonte qualche nome quale successore in area centrosinistra: tra i più papabili, per quanto ora forse rischiano tutti di bruciare la candidatura, ci sono l’attuale assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino, Emanuele Fiano, addetto alle Riforme del Pd, e Umberto Ambrosoli, leader dell’opposizione al Consiglio Regionale Lombardo dopo essere stato sconfitto da Maroni nel 2013.

Di sicuro Pisapia lascia in eredità a Milano il grande e capillare lavoro svolto in fatto di mobilità e politiche sociali, di cui potrebbe avvantaggiarsi e prendersi il merito il vincitore delle lotte intestine al centrosinistra da cui uscirà il futuro candidato alla poltrona di sindaco.