In queste ora è l’incertezza a dominare il futuro politico dell’Italia, e proprio in tali momenti è più probabile vedere nascere nuovi movimenti in grado di raccogliere un’eredità politica che sembra essere andata disattesa: tra questi ci potrebbe essere anche Campo Progressista, il nuovo movimento della sinistra che Giuliano Pisapia ha proposto di recente durante un’intervista concessa a Repubblica.

L’ex sindaco di Milano, commentando il risultato del referendum, ha parlato della necessità di nuove elezioni, sollecitando la costituzione di una nuova legge elettorale bilanciata per Camera e Senato: “Non si può andare a votare con due leggi elettorali diverse per Camera e Senato, che quasi sempre producono due maggioranze diverse. Io credo che il Paese abbia bisogno di una legge elettorale che sia più democratica e permetta agli elettori di scegliere i propri parlamentari, con un premio di maggioranza che garantisca la governabilità senza essere eccessivo come è nell’Italicum. E non c’è dubbio che l’unico modo per superare il problema sia quello di assegnare il premio di maggioranza non al singolo partito ma alla coalizione vincente”.

Secondo Pisapia sarà fondamentale capire se Matteo Renzi si orienterà ancora su un’alleanza con il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano e l’Ala di Denis Verdini o se preferirà tornare a guardare alla sinistra.

In questo caso la proposta di Pisapia è quella di puntare tutto su Campo Progressista, il movimento al di fuori del Pd che si propone di raccogliere le liste di sinistra nate durante le ultime amministrative, un’alleanza aperta che, per usare le sue parole, “riunisca le forze di sinistra in grado di assumersi una responsabilità di governo. Non per motivi di potere ma per fare le cose di sinistra.”

Con una prospettiva locale, che punta però ad arrivare a un accordo di governo con il Pd, Campo Progressista difficilmente riuscirà a conciliarsi con Sel e Sinistra Italiana che puntano a fare opposizione interna. D’altro canto è lo stesso Pisapia ad ammettere che “non verranno quelli che ritengono il Pd un partito geneticamente modificato e non ritengono possibile nessuna alleanza. Io rispetto la loro posizione, ma noi vogliamo dare voce alla grande richiesta di unità del centrosinistra che ho sentito girando per l’Italia. [...] Dobbiamo restituire l’entusiasmo di fare politica agli italiani di sinistra che l’hanno perso”.