La polizia italiana potrà sperimentare la pistola elettrica, la Taser. Già in dotazione alle forze dell’ordine in diversi Paesi del mondo (vedi gli Stati Uniti per esempio, dove la Taser è impiegata in modo massiccio dagli agenti, per tutelare la propria incolumità in caso di pericolo ma anche in Francia, Regno Unito e Svizzera), grazie ad un emendamento di Gregorio Fontana (Forza Italia) che l’ha introdotta all’interno del decreto stadi approvato dalla commissione Giustizia e affari costituzionali della Camera dei Deputati, presto anche la nostra polizia potrà sperimentarne l’uso.

Fino a questo momento, in Italia, la pistola elettrica è sempre stata considerata un’arma propria – ossia un’arma impiegata per l’offesa alla persona-, seppur non qualificata come arma da fuoco, per la cui importazione occorre una speciale licenza e la cui vendita prevede il possesso del porto d’armi. Una circolare del Ministero degli Interni, poi, specifica che per utilizzare la Taser occorrono particolari autorizzazioni.

La fase sperimentale della pistola elettrica in dotazione alla polizia, dovrà avvenire con le necessarie cautele per la salute e l’incolumità pubblica. In alcuni Paesi in cui le forze dell’ordine la usano già, infatti, alcune persone colpite dalla scarica elettrica emessa dall’arma sono rimaste uccise. Tuttavia, la Taser non è considerata un’arma letale: la scarica elettrica che produce e che colpisce il soggetto, è in grado di renderlo inoffensivo per alcuni istanti e in teoria dovrebbe servire soltanto a permettere agli agenti di avere il tempo necessario per arrestare l’individuo e per tutelare la propria incolumità da eventuali situazioni di pericolo.

photo credit: Holtsman via photopin cc