Il marchio Grevi nasce nel lontano 1875 dalla famiglia Grevi che opera nel settore della paglia e del cappello. Questa fu la principale attività portata avanti con grande abilità e creatività per ben quattro generazioni.

All’inizio degli anni ’80 nasce il marchio Grevi Mode che acquista sempre maggior valore in un’azienda rinnovata sia nell’immagine che nella compagine sociale, con l’ingresso appunto della quarta generazione.

Tanti i successi ottenuti negli anni dal brand tanto da arrivare a  comparire sulle più note riviste di moda e nei punti vendita più prestigiosi di tutto il mondo.

Le collezioni sono ancora oggi prodotte utilizzando le antiche tecniche di lavorazione che si basano sull’utilizzo di manodopera altamente specializzata che si tramanda attraverso l’esperienza, la manualità e la capacità di realizzare ogni tipologia di cappello.

Anche le lavorazioni “a mano” fanno parte della cultura e della capacità dell’azienda che si avvale del lavoro di esperte lavoratrici di maglia e uncinetto per dare forma a piccole cloche, papaline, etc…

Un’ alta specializzazione nel settore, qualità e fantasia creativa in mostra al Pitti Uomo di quest’anno e che di certo non è passata inosservata.

Rappresentativo della nuova collezione P/E 2015 è il cappello Homburg  anni 40, realizzato in fresca paglia di Firenze che reinterpreta il tipico feltro.

Leonardo.it ha visitato lo stand Grevi in occasione del Pitti Uomo 2014. Ecco l’intervista al titolare dell’azienda Giuseppe Grevi:

Quali sono le novità Grevi al Pitti Uomo 2014?

“Cappelli realizzati con materiali come la Canapa o i nastri di cotone, leggeri ,facili e comodi da portare ma che mantengono la loro originalità, il comfort e lo stile. Come forme il Pork pie è quello sulla quale abbiamo puntato di più, mentre le forme che vanno per la maggiore sono i Panama che noi facciamo sempre in Canapa, materiale che non si sciupa e che produciamo ancora con macchinari degli anni ’30. Anche la Coppola piace sempre  soprattutto in lino e cotone nei colori naturali, anche se qualcuno quest’anno ha osato con tonalità più particolari.”

Grevi è un’azienda che conta ben 4 generazioni. Quali sono i vostri punti di forza?

“La passione per il nostro lavoro ,il forte legame della famiglia, la fabbrica e chi ci lavora e soprattutto i piccoli segreti che custodiamo gelosamente.  Sicuramente anche i dettagli sono il nostro tratto distintivo (fibbie, nastri); proprio per differenziarci dalla produzione in serie puntiamo molto sull’artigianalità dei nostri prodotti e sulla cura dei dettagli appunto.”

Se Giuseppe Grevi fosse un cappello che cappello sarebbe?

“Sarei un canotto o paglietta, il cappello che ha contribuito allo sviluppo della nostra attività e di quella di tutto il territorio Toscano, il cappello alla Maurice Chevalier per intenderci. Nelle campagne vicino Firenze, infatti,  da secoli si produce un fieno molto buono per produrre i cappelli. Dai primi del ‘900 produciamo cappelli in paglietta che hanno la tipica forma di quelli dei gondolieri e che venivano trasportate in tutto il mondo, conquistando da subito un mercato interazionale.”

Qual’è il cappello perfetto da indossare di giorno e quale la sera? e quale non deve mancare mai nel guardaroba di una donna?

“Per il giorno consiglio un cappello con la tesa che dia sicurezza ed esalti personalità. E’ un modello che veste il viso e a seconda delle dimensioni della stessa tesa lo nasconde o lo scopre. Per la sera invece l’ideale è un cappello con la veletta che mette in evidenze la bellezza, l’ eleganza di chi lo indossa, ottenendo un risultato più chic e scenografico. In tutti i casi nel guardaroba di una donna non deve mancare un cappello Grevi.”