Macino news di moda 24 ore su 24 (il web non dorme mai).

Nuovi brand, nuovi prodotti, designer emergenti.

Scrivo, pubblico, cercando di selezionare solo il meglio per i miei lettori.

Nel mio Lookdarifare oggi c’è una notizia che primeggia su tutte: Dolce & Gabbana apriranno la London Collections: Men di Londra con l’inaugurazione del loro quarto negozio nella capitale londinese.

Fantastico” penso.

Più la rileggo e più sono orgogliosa di come la moda italiana (quella vera) faccia bella mostra di sè all’estero.

Un secondo. Il mio sguardo si ferma.

La London Collections: Men, manifestazione di livello mondiale per la moda maschile, inizierà il 16 Giugno per terminare due giorni dopo, il 18.

18 Giugno 2013.  No, non può essere.

Riguardo bene l’agenda che mi conferma che quel giorno sarò a Firenze per l’inizio di una delle più importanti manifestazioni della moda maschile: il Pitti Uomo (foto by Photopin).

Non ci credo, anche quest’anno Londra decide di sovrapporsi all’evento fiorentino.

E lo fa nel giorno più importante, quello dell’inaugurazione.

Non solo: guai a chi tocca il suo fashion system, i suoi brand e tutte le sue eccellenze.

Respira, Valentina. E rifletti. In fondo è una cosa che ci sta: ogni Paese difende (o dovrebbe difendere) i settori in cui registra i risultati migliori.

Quindi, se so fare 2 più 2, l’Italia dovrebbe imporsi senza sentire scuse quando si tratta di moda.

Ed invece è proprio qua l’assurdità. Menefreghismo totale da parte di chi siede sulle “poltrone del potere”.

Menefreghismo che riflette quel “tiriamo a campare” tipico del bel Paese.

Domanda da 1000 punti: quando ci sveglieremo ed impareremo a valorizzare l’enorme tesoro che abbiamo?

Mi sembra che gli inglesi lo stiano facendo molto bene penalizzando, però, in questo caso, uno degli eventi più importanti che molte aziende attendono ogni anno.

Non lo dico io, ma i fatti: ora più che mai la crisi sta mettendo in ginocchio moltissime realtà produttive che, senza buyer stranieri, non avrebbero vita facile.

Insomma, il fashion system italiano ha sete di compratori esteri come una persona che si perde nel deserto ed inizia ad avere le allucinazioni da mancanza d’acqua.

Logico che, se su quattro giorni (che non sono tantissimi) andiamo anche a toglierne uno, la prospettiva di una piccola – medio azienda che, nonostante tutto, riesce a partecipare al Pitti (enormi costi per esporre, viaggio, dipendenti ecc.), non è poi così rosea.

Ci lamentiamo della crisi. E ci sta.

Ci lamentiamo che, in Italia, il lavoro non c’è e tocca migrare. E ci sta anche questo.

Però, almeno quel poco di buono che ci rimane, riusciremo a non farlo scomparire?

Lascio al tempo la risposta, sperando di sbagliare.