I rifiuti di plastica smaltiti impropriamente stanno causando danni incalcolabili agli oceani. Ogni anno negli oceani vengono riversate 8 milioni di tonnellate di plastica pari a un camion pieno di rifiuti al minuto. A lanciare l’allarme è un’analisi dal titolo “The New Plastics Economy: Rethinking the future of plastics” curata dagli analisti del World Economic Forum in collaborazione con la Ellen MacArthur Foundation.

Secondo le stime degli esperti se il mondo non porrà un freno all’inquinamento da plastica nei prossimi decenni gli oceani verranno invasi dai rifiuti. Già entro il 2025 la concentrazione di plastica negli oceani sarà di 1,1 tonnellate ogni 3 tonnellate di pesce. Entro il 2050 negli oceani si conteranno più rifiuti di plastica che pesci.

Lo studio ha individuato le cause principali dell’inquinamento da plastica negli oceani. Uno dei problemi maggiori è il mancato riciclo degli imballaggi in plastica. Ogni anno in tutto il mondo ben il 95% del packaging usato solo una volta viene smaltito impropriamente. Oggi appena il 14% degli imballaggi in plastica viene recuperato e avviato al riciclo. Una percentuale nettamente inferiore al tasso di riciclo della carta a quota 56%. Ancora più alto il divario con il tasso di riciclo di ferro e acciaio che sfiora la soglia del 90%.

A pagare un prezzo alto per la cattiva gestione dei rifiuti in plastica non è soltanto l’ambiente. Non riciclare la plastica costa infatti all’economia globale perdite stimate tra gli 80 e i 120 miliardi di dollari all’anno.

Secondo gli esperti l’umanità può ancora scongiurare il peggio. Lo studio indica il percorso da seguire per combattere la piaga dell’inquinamento degli oceani. Le soluzioni elencate prevedono la progettazione di materiali alternativi alla plastica con un impatto ambientale meno devastante e lo sviluppo di tecnologie più sostenibili. I ricercatori si appellano ai governi, ai consumatori e all’industria: tutti devono contribuire a liberare gli oceani dalla plastica. Occorre una rivoluzione su larga scala per preservare gli habitat oceanici da cui dipendono la sicurezza alimentare e le economie costiere.