La pizza napoletana potrebbe diventare patrimonio immateriale dell’umanità se l’Unesco dovesse accettare la sua candidatura. La sottoscrizione per richiedere che ciò possa diventare realtà era stata lanciata dall’allora Ministro Alfonso Pecoraro Scanio, in collaborazione con la fondazione Univerde e con l’Apn (l’associazione dei pizzaioli napoletani) e attualmente può contare già su oltre settecentomila sottoscrizioni. L’obiettivo sarebbe quello di arrivare almeno ad un milione entro il mese di marzo, un passo che permetterebbe alla candidatura della pizza napoletana di essere ancor più supportata nella sua causa.

A dare manforte, lunedì 22 febbraio, arriverà anche la Cna-Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, che a Napoli aderirà ufficialmente alla campagna di sottoscrizioni, unendosi così all’appoggio già giunto da parte di persone famose, politici e altre associazioni di categoria.

E forse far diventare la pizza patrimonio immateriale dell’umanità non sarebbe affatto una cattiva idea: la pizza napoletana è famosa e apprezzata in tutto il mondo e può essere considerata a tutti gli effetti un prodotto universale, a cui davvero in pochi saranno in grado di resistere. Qualche numero per capire quanto la pizza sia importante, anche a livello economico?! I maestri pizzaioli sono in grado di sfornare fino a otto milioni di pizze al giorno, ossia un totale di quasi duecento milioni di pizze ogni mese e di oltre due miliardi all’anno. Tutto questo per un giro di affari che si avvicina ai dodici miliardi di euro.

Ma ad essere tutelato dovrebbe essere anche il procedimento attraverso cui è possibile ottenere una vera e ottima pizza napoletana, come la cura degli ingredienti base utilizzati e il modo in cui la pizza stessa viene preparata, tutti segreti che i maestri pizzaioli si tramandando ormai da intere generazioni. La petizione firmata per l’Unesco mira anche e soprattutto a questo: riconoscere la pizza patrimonio immateriale dell’umanità permetterebbe di usufruire di ulteriori armi per tutelare questo alimento e combattere le contraffazioni.