Nuovi guai giudiziari, e probabilmente anche con il suo partito, per Federico Pizzarotti. Il sindaco di Parma è stato infatti iscritto nel registro degli indagati per disastro colposo, all’interno dell’inchiesta per l’alluvione avvenuta nella città dell’Emilia-Romagna il 13 ottobre del 2014.

Una nuova tegola si abbatte quindi sulla testa di Pizzarotti, che si trova già al centro di un’indagine. Nelle scorse settimane il sindaco di Parma aveva infatti ricevuto un avviso di garanzia per presunto abuso d’ufficio riguardante la vicenda delle nomine del Teatro Regio. Un’inchiesta che aveva creato non pochi malumori all’interno del Movimento 5 Stelle, che lo aveva sospeso perché non aveva inviato loro una copia dell’avviso di garanzia ricevuto.

Facile immaginare che anche questa volta i grillini non prenderanno molto bene questa nuova iscrizione nel registro degli indagati di Pizzarotti. Soprattutto in un periodo importante per il Movimento come questo, che ai ballottaggi per le elezioni comunali che si terranno il 19 giugno è in gara in numerose città con i suoi candidati, tra cui Virginia Raggi nella corsa a sindaco della Capitale.

Questa volta Federico Pizzarotti si trova a dover rispondere dell’accusa di disastro colposo per l’alluvione di Parma del 2014. Come riporta la Gazzetta di Parma, nel registro degli indagati aperto dalla pm Paola dal Monte ci sono anche il direttore dell’agenzia regionale di protezione civile, Gabriele Mainetti, l’ex responsabile del servizio tecnico di Bacino, Gianfranco Larini, l’allora numero uno del servizio di protezione civile della Provincia, Gabriele Alifraco, e il capo dei vigili Gaetano Noè.

Al centro delle indagini da parte della Procura vi sono in particolare i giorni e le ore che hanno preceduto l’alluvione e che ha provocato più di cento milioni di euro di danni, oltre a decine di famiglie sfollate e ai disagi per migliaia di cittadini, rimasti per giorni senza elettricità, anche se per fortuna non c’era stata nessuna vittima. Tra gli elementi sospetti e che già all’epoca del disastro causarono numerose polemiche vi è il fax che avvisava dell’allerta 1, arrivato negli uffici del Comune di Parma sabato 11 ottobre, ma che è stato protocollato soltanto lunedì 13 ottobre, ovvero il giorno in cui è successa l’alluvione.