Podemos conquista Barcellona e dovrebbe governare anche Madrid. Il neo sindaco della capitale catalana Ada Colau – ha conquistato il 25,2% dei voti (11 seggi) contro il 22,7% (e 10 seggi) del nazionalista catalano Xavier Trias e parla di “vittoria di Davide contro Golia” e “rivoluzione democratica“.

Il movimento dei post-indignados andrà al governo nelle due maggiori città del paese solo se riuscirà a siglare un accordo di coalizione con altre forze – una novità per la Spagna, visto che dalla fine della dittatura di Francisco Franco era stata retta dall’alternanza tra Pp e Psoe. A Madrid, l’ex magistrato Manuela Carmena, a capo della coalizione appoggiata da Podemos Ahora Madrid, che ha preso 20 seggi su 57, contro i 21 della rivale del Pp – che guidava la città dal 1991 – Esperanza Aguirre, dovrà cercare l’appoggio del Psoe, terzo partito con 10 seggi. E anche a Barcellona bisognerà costruire degli accordi di coalizione.

Nella notte, mentre migliaia di giovani sostenitori di Podemos facevano festa a Madrid e Barcellona e Madrid. Il leader Pablo Iglesias ha parlato per annunciare che il “processo del cambiamento è ora irreversibile” e la sfida al premier Mariano Rajoy per la guida del governo alle politiche di novembre perché questo voto rappresenta “l’inizio della fine del partitismo“.

Il partito che è stato maggiormente colpito dall’avanzata di Podemos è il Partito Popolare. Resta comunque il primo partito nel Paese, ma rispetto alle ultime elezioni ha perso 2,6 milioni di voti, ed è passato dal 40 al 27%. Un tracollo di voti che gli ha fatto perdere tutte le maggioranze assolute che aveva nelle grandi città e regioni. Arretrano, ma senza sprofondare, anche i socialisti del Psoe: ora sono al 25%, quasi 3 punti in meno rispetto al 2011.

Il risultato del voto di ieri -  la probabile perdita della città di Barcellona – rappresenta una vera e propria Waterloo per i nazionalisti catalani. La conquista della Capitale catalana avrebbe dovuto essere uno dei capisaldi dell’indipendenza della regione.